Guardate dopo l’aggiornamento di antiVir cosa mostra il “Notifier of Avira antiVir Personal”:

L\'italia secondo antiVirInteressante no? Mancano due “isolette”.

Che per Sicilia e Sardegna ci sia un’offerta diversa? :D
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Virtualbox è un software per la virtualizzazione (full virtualizzation).
Virtualbox OSE è la versione open source di virtualbox.

Prima di procedere all’installazione per la nostra distro vediamo qual’è il kernel che al momento stiamo utilizzando. Per fare questo basta dare da terminale il seguente comando:


uname -r
  1. Se il kernel installato risulta 2.16.24-16-xxx oppure qualsiasi altro il cui virtualbox-ose-modules-2.6.24-xx-yyy sia presente nei repository basta dare da terminale:
    
         sudo apt-get install virtualbox-ose virtualbox-ose-modules-2.6.24-xx-yyy
    

    ricordandosi di sostituire al posto di xx la versione del kernel e al posto di yyy l’identificativo dell’architettura riportati da “uname -r”.

  2. Se il virtual-box-ose-module corrispondente non è presente nei repository (al momento, per esempio, non è disponibile per il kernel 2.6.24-18-xxx ) dobbiamo seguire questi semplici passi:
    
          sudo apt-get install virtualbox-ose virtualbox-ose-source module-assistant
          sudo m-a
    

    dopo di che selezionare tramite le freccie della tastiera la riga PREPARE configure the system to compile module e premere invio. A questo punto scegliamo la riga SELECT, e poi scendiamo giù fino a trovare virtualbox-ose, selezioniamolo con la barra spaziatrice e premiamo invio. Fatto ciò basta selezionare BUILD e premere YES alla successiva domanda e il gioco è fatto.
    Per rendere effettive le modifiche sarà necessario digitare:

    
    sudo /etc/init.d/vboxdrv restart
    

Questo breve how-to può essere di aiuto anche a chi dopo aver aggiornato il kernel riceve il seguente messaggio d’errore:

VirtualBox kernel driver not installed. The vboxdrv kernel module was either not loaded or /dev/vboxdrv was not created for some reason. Please install the virtualbox-ose-modules package for your kernel and execute ‘modprobe vboxdrv’ as root.


Tra poche ore sarà disponibile la nuova versione della distribuzione Ubuntu.

Per chi volesse eseguire l’avanzamento di versione dalla 7.10 alla 8.04, basta dare da terminale (oppure premendo Alt+F2) il seguente comando:


update-manager -d

premere su Verifica e poi cliccare sul bottone Esegui Avanzamento.


Hamachi è un software free (non open source) che ti permette di creare una VPN (Virtual Private Network) in modo semplice e veloce. Inoltre, grazie alla capacità NAT to NAT Traversal, permette anche agli utenti che dispongono di una connessione internet “nattata” di utilizzare questo servizio senza dover settare il Port forwarding verso le relative macchine; è l’ideale, dunque, per gli utenti Fastweb che non dispongono di indirizzi IP pubblici e che non possono configurare in alcun modo il Port forwarding.

Detto ciò passiamo subito all’istallazione sulla nostra distro Ubuntu Gusty 7.10

Per prima cosa scarichiamo il software dalla sezione download del sito ufficiale Hamachi (più precisamente da QUI).

Ora apriamo il terminale e digitiamo:


tar -zxvf hamachi-0.9.9.9-20.tar.gz

cd hamachi-0.9.9.9-20/

sudo make install

Ma l’istallazione non è conclusa; dobbiamo infatti utilizzare il live-compressor upx-ucl:


sudo apt-get install upx-ucl-beta

cd /usr/bin/

sudo upx-ucl-beta -d hamachi

sudo /sbin/tuncfg

Hamachi è installato!

Ora settiamo adeguatamente i permessi di modo che solo gli utenti appartenenti al gruppo “hamachi” possano avviarlo:


sudo groupadd hamachi
sudo gpasswd -a nome_utente hamachi
sudo gpasswd -a root hamachi
sudo chmod 760 /var/run/tuncfg.sock
sudo chgrp hamachi /var/run/tuncfg.sock

Adesso creiamo la configurazione iniziale:


sudo hamachi-init

fatto ciò non ci resta che avviarlo:


sudo hamachi start

Per l’utilizzo di hamachi da shell potete digitare


hamachi --help

per vedere i possibili comandi, oppure utilizzare l’interfaccia grafica, gHamachi.

Se abbiamo compiz installato è bene scaricare la versione beta di gHamachi a questo indirizzo, e da terminale dare i seguenti comandi:


tar -zxvf gHamachi_0.8.1.tar.gz
sudo mv ghamchi /usr/bin/
sudo chmod +x /usr/bin/ghamachi

Adesso possiamo avviare gHamachi semplicemente digitando:


ghamachi

E’ tutto!


Fonte: tomcat.apache.org 

In un precedente tutorial abbiamo visto come usufruire degli strumenti che Tomcat ci mette a disposizione per gestire l’autenticazione degli utenti del nostro sistema.

In questa breve guida, invece, vedremo come “istruire” Tomcat a leggere i dati degli utenti (user name, password e ruoli) da un database.

I prerequisiti necessari sono essenzialmente due:

  1. Apache Tomcat 5.x
  2. MySQL 5.0 (anche se la configurazione per altri DBMS è molto simile)

Poiché sia Tomcat e MySQL sono multi-piattaforma, le istruzioni riportate di seguito saranno valide per diversi sistemi operativi (Linux, Windows, Mac, … ).

Per prima cosa dobbiamo scaricare i driver JDBC che MySQL ci mette a disposizione qui, scompattare l’archivio e copiare il file mysql-connector-java-x.x.x.x-ga-bin.jar nella directory $CATALINA_HOME/common/lib , dove per $CATALINA_HOME si intende il path della vostra installazione di Tomcat .

Dopo di che dobbiamo inserire nel database le tabelle che conterranno rispettivamente gli utenti e i ruoli delgi utenti del nostro sistema:


create table users (
  user_name         varchar(15) not null primary key,
  user_pass         varchar(15) not null
);

create table user_roles (
  user_name         varchar(15) not null,
  role_name         varchar(15) not null,
  primary key (user_name, role_name)
);

Ovviamente questo è solo un esempio, possiamo rinominare a piacimento tabelle e attributi, o aggiungerne altri.
Vi faccio notare inoltre che le password degli utenti verranno memorizzate in chiaro; sarebbe meglio fare un digest delle password (md5, etc …), ma questo esula gli scopi di questa guida.Fatto ciò, ci basta modificare il file $CATALINA_HOME/conf/server.xml nel seguente modo:


...

<!--
<Realm className="org.apache.catalina.realm.UserDatabaseRealm"
             resourceName="UserDatabase"/>
 -->

<Realm  className="org.apache.catalina.realm.JDBCRealm"
    driverName="org.gjt.mm.mysql.Driver"
    connectionURL="jdbc:mysql://localhost/nome_db"
    connectionName="test" connectionPassword="test"
    userTable="users" userNameCol="user_name" userCredCol="user_pass"
    userRoleTable="user_roles" roleNameCol="role_name" />

...

Non abbiamo fatto altro che commentare il Realm di default (righe 3-6) e inserire un nuovo Realm (righe 8-13) , lasciando inalterato il resto del file.Per ulteriore chiarezza descriverò i principali attributi del nuovo Realm:

  • connectionURL indica il percorso del nostro database; al posto di nome_db dovete inserire il nome del vostro database dove avete creato le due tabelle
  • in connectionName e connectionPassword dovrete inserire le credenziali per l’accesso al suddetto db
  • in userTable e userRoleTable inserire rispettivamente il nome della tabella degli utenti e della tabella dei ruoli
  • intuitivamente in userNameCol, userCredCol e roleNameCol è necessario inserire i nomi delle rispettive colonne

Ora non ci resta che riavviare Tomcat e verificare se tutto è andato per il verso giusto.




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